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BEAST: DAL 22 SETTEMBRE AL CINEMA IL NUOVO THRILLER CON IDRIS ELBA
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Diretto da Baltasar Kormákur
Con Idris Elba, Sharlto Copley, Iyana Halley e Leah Jeffries

DAL 22 SETTEMBRE AL CINEMA

Idris Elba (Fast & Furious: Hobbs & Shaw, The Suicide Squad) è il protagonista di un nuovo thriller al cardiopalma che racconta di un padre e delle sue due figlie adolescenti che si ritrovano braccati da un enorme leone solitario intenzionato a dimostrare che nella savana c’è solo un predatore supremo.

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SINOSSI

A volte quel fruscio nei cespugli è veramente un mostro.

IDRIS ELBA (Fast & Furious: Hobbs & Shaw – Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw; The Suicide Squad – Missione Suicida) è il protagonista di Beast, un thriller adrenalinico che narra le avventure di un padre e delle sue due figlie adolescenti,  braccati da un enorme leone assetato di sangue che vuole dimostrare di essere il predatore che regna sulla savana.

Elba interpreta Dr. Nate Samuels, un uomo recentemente divenuto vedovo, che torna in Sudafrica, dove aveva incontrato per la prima volta la moglie, per un viaggio programmato da tempo con le figlie in una riserva protetta gestita da Martin Battles (SHARLTO COPLEY, la serie Russian Doll, Maleficent), un biologo vecchio amico di famiglia. Quello che nasce come un viaggio pensato per elaborare il lutto si trasforma in una spaventosa battaglia per la sopravvivenza, dopo che un leone, sopravvissuto a un gruppo di cacciatori di frodo assettati di sangue, oramai vede tutti gli esseri umani come nemici e comincia a perseguitarli.

Idris Elba as Dr. Nate Samuels in Beast, directed by Baltasar Kormákur.

Idris Elba as Dr. Nate Samuels in Beast, directed by Baltasar Kormákur.

IYANA HALLEY (Il Coraggio Della Verità – The Hate U Give, la serie This is Us) interpreta la diciottenne figlia di Samuels, Meredith, e LEAH JEFFRIES (la serie Rel, la serie Empire) veste i panni della tredicenne Norah.

Opera del profondo e sperimentatore regista BALTASAR KORMÁKUR, già impegnato con Universal per Everest, Cani Sciolti – 2 Guns e Contraband, Beast è stato prodotto da WILL PACKER p.g.a., produttore del successo di incassi Il Viaggio Delle Ragazze – Girls Trip, la saga di Un Poliziotto In Prova – Ride Along, e dieci film al botteghino statunitense che hanno aperto al primo posto, inclusi La Scuola Serale – Night School, Ossessione Omicida – No Good Deed e Think Like a Man—oltre allo stesso Baltasar Kormákur p.g.a. e JAMES LOPEZ p.g.a. (The Photograph – Gli Scatti Di Mia Madre, La Piccola Boss – Little, What Men Want – Quello Che Gli Uomini Vogliono). La sceneggiatura è firmata da RYAN ENGLE (Rampage – Furia Animale, Non-Stop) da un soggetto di JAIME PRIMAK SULLIVAN (La Rivalsa Di Una Madre – Breaking In, produttore esecutivo di The Baxters). La produzione esecutiva del film è stata opera di BERNARD BELLEW e Jaime Primak Sullivan.

Beast

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Il direttore della fotografia è il vincitore del Premio Oscar® PHILIPPE ROUSSELOT afc, asc (In Mezzo Scorre Il Fiume – A River Runs Through It, Animali Fantastici e Dove Trovarli – Fantastic Beasts and Where to Find Them), le scenografie sono opera di JEAN-VINCENT PUZOS (Civiltà Perduta – The Lost City of Z, Amour), i costumi sono di MOIRA ANNE MEYER (Riscatto d’Amore – Redeeming Love, The Silent Army). Beast è stato montato da JAY RABINOWITZ ace (Requiem for a Dream, 8 Mile) e le musiche sono state a cura dal compositore vincitore del Premio Oscar® STEVEN PRICE (Gravity, Ultima Notte a Soho – Last Night in Soho).

Beast è stato interamente girato in Sudafrica. Non sono stati usati veri leoni per le riprese principali del film. Effetti visivi realizzati con le migliori tecnologie al momento a disposizione hanno permesso di creare il personaggio del leone protagonista.

IL CONTESTO

Le storie che vedono opporsi esseri umani contro animali bestiali sono alla base della mitologia per il loro significato primordiale e indelebile. I miti greci di Teseo contro il Minotauro, Perseo contro la Medusa, o famosi racconti come Moby Dick e Ventimila Leghe Sotto I Mari, oltre, ovviamente a film celebri come Lo Squalo – Jaws, King Kong, Anaconda, Jurassic Park e Cujo di Stephen King. Così, quando il produttore esecutivo Jaime Primak Sullivan ha chiamato il produttore di grande successo Will Packer con l’idea di realizzare “Cujo con un leone,” Packer ha immediatamente accettato. “Ho pensato che si trattasse di un’idea affascinante,” spiega Will Packer. “Dovevamo capire che struttura dare alla storia, quali fossero i personaggi, come li avremmo fatti interagire, ma l’idea di un leone e di un thriller sulla lotta alla sopravvivenza mi ha entusiasmato.”

Per costruire i personaggi e lo sviluppo narrativo a partire dalle promettenti premesse pensate da Primak Sullivan, Packer e il produttore James Lopez si sono rivolti allo sceneggiatore Ryan Engle, con cui avevano già collaborato nel 2018 per l’apprezzato thriller La Rivalsa Di Una Madre – Breaking In. La sceneggiatura ha così preso un’evoluzione inattesa, raccontando il dramma di un padre che combatte per proteggere la propria famiglia. “Beast è un film che affronta le difficoltà emotive di un padre nei confronti delle proprie famiglie,” spiega Packer. “È una famiglia che è in grande affanno già prima di mettere piede in Africa. Un padre e due ragazze stanno affrontando la trasformazione della propria vita, dopo che la madre è morta di cancro. Si inizia con un nucleo già devastato da un dolore inimmaginabile, per poi vederli messi alla prova da una serie di incredibili circostanze che li porta sulla strada del leone. Ora, sono in pericolo e devono combattere per le proprie vite.”

Durante il processo di sviluppo e scrittura, gli autori hanno scoperto che spesso i leoni si ritrovano invischiati in una dinamica di vita e di morte contro contrabbandieri senza scrupoli e hanno deciso di inserire questo elemento nella storia. “Dal punto di vista degli umani, è normale valutare che stiano vivendo una situazione impossibile, per cui faranno tutto ciò che è a loro disposizione per sopravvivere alla minaccia che incombe,” approfondisce Packer. “Ma anche il leone vive un processo di auto-preservazione. Quando i cacciatori isolano un leone uccidendo gli altri membri del suo gruppo, stanno automaticamente creando una feroce scheggia impazzita. Quindi questo film vuole presentare anche la consapevolezza di un leone che s’imbatte nel suo nemico più acerrimo: l’essere umano.”

Packer e Lopez avevano bisogno di un regista che potesse girare scene d’azione ad alto livello d’intensità senza trascurare gli elementi emotivi della storia, e si sono messi in contatto con il regista islandese Baltasar Kormákur, che ha da subito apprezzato l’idea. Infatti, questa è la tipologia di film che da sempre avrebbe voluto fare, sin da ragazzino. “Sono fortemente affascinato dagli animali,” racconta Kormákur. “Sono solito viaggiare con i miei cavalli per la campagna. Anche da piccolo, ritagliavo le fotografie dei leoni africani dalle riviste e dai giornali. Quando ho racconto a mia madre che avrei girato Beast, ha tirato fuori un vecchio album e mi ha detto, “Questa potrebbe essere una delle ragioni per cui stai girando questo film….”

Già dalle prime conversazioni, era cruciale per Packer, Lopez e Kormákur arrivare a una battaglia finale fra il padre, il Dr. Nate Samuels interpretato da Idris Elba, e l’antagonista leone. “La mia idea era di realizzare tutto con una sola sequenza,” racconta Kormákur. “Ero però consapevole che sarebbe stato incredibilmente complicato. Avremmo dovuto inserire un leone gigantesco all’interno del film. Per ogni movimento, avremmo dovuto immaginare e poi vedere il corpo di Idris muoversi, torcersi ed essere colpito dal leone. Sapevo che avremmo avuto grosse difficoltà agli effetti visivi. Entrambi i contendenti avevano bisogno di essere completamente immersi in questa lotta per riuscire a renderla brutale e viscerale. Ogni interazione è stata pensata nel più piccolo dei dettagli, come se si fosse trattata di una danza coreografata per i due.”

Gli autori hanno deciso di girare il film in Sudafrica, per dare un senso di completo realismo alla narrazione e rendere il terrore vibrante in ogni sua scena. “Baltasar ha fatto un lavoro straordinario nello sviluppare la giusta energia per questa pellicola,” spiega Packer. “La premessa di una famiglia in pericolo combinata alla volontà di girare nella savana sudafricana è un passaggio decisivo. Non abbiamo utilizzato green screen o deciso di ricostruire un set nel mezzo degli Stati Uniti. Il regista voleva girare nell’ambiente originale, con spazi immensi che potessero dare allo spettatore la sensazione di trovarsi lì.”

Inoltre, Kormákur ha lavorato per immergere il pubblico nel senso di pericolo, proponendo la prospettiva dei protagonisti intrappolati e impauriti. “Il leone è sempre visto dal punto di vista dei personaggi,” spiega Kormákur. “Percepisci sempre il suo arrivo. Non c’è modo di frenarlo e sei bloccato nell’inquadratura. Già dall’inizio sapevo che tutte le scene d’azione sarebbero state girate in questo modo. È un grosso aiuto alla suspense e all’eccitazione provare la sensazione di essere intrappolati.”

Packer è rimasto impressionato dall’impegno e dalla dedizione di Kormákur. “Come dice Baltasar, ‘La mia visione è di portare lo spettatore in questo mondo,” spiega il produttore. “Ha deciso di lavorare sul punto di vista, con lunghe sequenze, con un risultato che arrivo a definire viscerale. Il film ha un’energia che è interamente frutto del lavoro di Baltasar. Mi ha spesso ripetuto di voler amplificare ogni singolo momento e rendere la tensione palpabile. Ogni movimento di macchina doveva essere un sussulto. Quando Nate gira la testa, la macchina da presa segue il movimento. Ci sono occasioni in cui inizia una rotazione e ti chiedi cosa ti troverai dietro di te.”

Nel corso del film, è chiaro che il leone attacca solo perché in passato è stato messo in pericolo di vita da altri esseri umani. In questo continuo gioco di emozioni, Beast ci ricorda quanto sia importante rispettare e proteggere le creature e i luoghi del nostro mondo. Il leone di questa storia ci ricorda cosa succede quando la natura non è trattata correttamente.

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Patrizia Gallini
Patrizia Gallini
I colori, l’aspetto e i modi sono da nobildonna veneziana, ma le sue origini sono piemontesi. Ha il sorriso affettuoso e sereno di chi si appresta a offrirti il tè con i pasticcini, ma in realtà sta discutendo di business con la fermezza di un panzer. Il suo “buen ritiro” è un antico mulino nel torinese, quando non è “occupato” dai suoi quattro nipotini. Di lavoro fa la P.R. , e naturalmente è il boss della sua agenzia. Per passione frequenta gli chef stellati, ama leggere e segue tantissimi spettacoli teatrali e, naturalmente, ci rende partecipi dei suoi incontri attraverso le nostre pagine.
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