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Al Teatro Parenti, dal 30 novembre al 2 Dicembre 2021, Resurrexit Cassandra
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Al Teatro Parenti, Sala Grande, va in scena Resurrexit Cassandra di Ruggero Cappuccio
ideazione, regia, scenografia, film Jan Fabre
con Sonia Bergamasco
Ruggero Cappuccio dà voce al prologo

musiche originali Stef Kamil Carlens
effetti sonori Christian Monheim
costumi Nika Campisi
disegno luci Wout Janssens
assistente alla regia e drammaturgia Miet Martens
costumi realizzati da Farani
sarto per le prove ad Anversa Mario Leko
direzione tecnica Marciano Rizzo, Wout Janssens
fonici Tom Buys, Marcello Abucci
delegata di produzione Gaia Silvestrini
coordinamento e distribuzione Aldo Grompone

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale / Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival / Troubleyn Jan Fabre / Carnezzeria srls / TPE – Teatro Piemonte Europa

Film
direttore della fotografia Rutger-Jan Cleiren
cameramen Kasper Mols, Charles Pacqué
aiuto regista director Alma Auer
tecnico luci Duncan Kuijpers
assistente di produzione Annemiek Totté

Durata 1 ora e 10 minuti

L’artista fiammingo Jan Fabre decide di affidare il ruolo della sacerdotessa inascoltata alla quale Ruggero Cappuccio ha dato voce, a una attrice italiana di primissimo piano, Sonia Bergamasco.

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La creazione ruota intorno alla resurrezione di un messia femminile.

Una sacerdotessa, una santa, una profetessa che vede il futuro, una prostituta, una dea del passato, del presente e del futuro.

Cassandra avrebbe potuto salvare il mondo già diverse volte. Avrebbe potuto prevenire e mettere l’umanità al riparo dai disastri che essa stessa sta provocando contro di sé e contro l’amato pianeta terra.

Movimenti politici e ideologici radicali, cambiamenti climatici, isole di plastica negli oceani, inquinamento…

Il lavoro è un’accusa contro l’incomprensibile talento dell’essere umano per l’auto-inganno.

Forse un profondo desiderio di essere ingannati si nasconde nell’Umanità?

Noi sappiamo ogni cosa su quanto potrà accadere a noi e al pianeta; ma il piacere di ingannare noi stessi è forse più grande di questa consapevolezza?

Questa è la nostra tragedia e la nostra vergogna.

Il testo, poetico e potente, scritto da Ruggero Cappuccio per Jan Fabre, affida alla bocca di Cassandra, la figlia del Re di Troia fatta ostaggio dal greco Agamennone, cinque movimenti, cinque umori, cinque colori, cinque elementi, portatori di senso e fonte di ispirazione, intorno ai quali si snoda il discorso che Cassandra rivolge all’Umanità: Nebbia, Vento, Fuoco e Fumo, Vapore, Pioggia.

 

Jan Fabre (Anversa, 1958) è artista visivo, regista e autore teatrale. Da quarant’anni è tra le figure più innovative della scena internazionale. Per il teatro ha ideato e diretto spettacoli iconici che hanno rivoluzionato il linguaggio performativo sin dai primi anni ‘80. “This is Theatre like it was to be expected and foreseen” del 1982 e “The Power of Theatrical Madness” del 1984 fecero vacillare le fondamenta dell’establishment del teatro europeo. Caos e rigore, reiterazione e follia, metamorfosi e anonimato sono tra gli elementi caratterizzanti il teatro di Jan Fabre. Produzioni quali “D’un autre côté du temps” (1993), “Je suis sang” (presentato al Festival di Avignone, alla Cour d’Honneur nel 2001); “Angel of Death” (Festival di Avignone, 2004); “Preparatio mortis”, creato Avignone nel 2005; “Orgy of tolerance” (2009); “Prommetheus – Landscape II” (2011) lo hanno portato all’acclamazione internazionale. Nel 2005 Jan Fabre ha co-diretto il Festival di Avignone, dando vita a “Histoire des larmes”, presentato alla Cour d’Honneur. Del 2015 sono le 24 ore di “Mount Olympus. To glorify the cult of tragedy” prodotto dal Berliner Festspiele, Germania, e presentato nei più importanti teatri e festival d’Europa e del mondo. La sua ultima creazione è “Resurrexit Cassandra”, testo di Ruggero Cappuccio, che nella versione con la tedesca Stella Höttler ha debuttato a Napoli nel settembre 2020. Nel 2021 Fabre affida il medesimo testo all’attrice italiana Sonia Bergamasco, per una co-produzione Carnezzeria srls, Troubleyn/Jan Fabre, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, Napoli Teatro Festival Italia, TPE Teatro Piemonte Europa. Jan Fabre è il primo artista vivente ad esporre al Museo Louvre di Parigi, che gli dedica una mostra monografica nel 2008, “L’ange de la Metamorphose”. Le sue opere sono state esposte nelle più importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di Lione, la Biennale di San Paolo, dOCUMENTA, Kassel. Tra le sue esposizioni più rilavanti: “Homo Faber” (KMSKA, Anversa, 2006); “Hortus/Corpus” (Kröller-Müller Museum, Otterlo, 2011); “From the Cellar to the Attic – From the Feet to the Brain (Kunsthaus Bregenz, 2008 e Biennale di Venezia, 2009); “The Hour Blue” (Kunsthistorische Museum, Vienna, 2001); “Stigmata: Actions and Performances 1976-2013” (MAXXI, Roma, 2013 e MUHKA, Anversa, 2015); “Anthropology of a planet”, 2007, Venezia Palazzo Benzon; “Spiritual Guards”, Firenze, 2016. I suoi scritti sono tradotti e pubblicati in diverse lingue. In Italia recentemente sono usciti: “Giornale notturno Volumi I, II e III”, Cronopio, Napoli, 2019, tre volumi che raccolgono i diari personali dell’artista. Per Editoria & Spettacolo è uscito nel 2019 “Jan Fabre. Teatro I”, primo volume di un progetto editoriale per la pubblicazione di tutti i testi teatrali. Nel 2015 usciva la raccolta “Residui e altri testi”, Editoria & Spettacolo.

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Sonia Bergamasco è nata a Milano, dove si è diplomata in pianoforte. A teatro lavora con Thomas Ostermeier, Thodoros Terzopoulos, Carmelo Bene, Giorgio Strehler. È interprete e regista di spettacoli in cui l’esperienza musicale si intreccia più profondamente con il teatro. Tra gli altri “Il Ballo” (tratto dal racconto di Irène Némirovsky) e “L’uomo seme”, entrambi nata dalla collaborazione artistica con il Teatro Franco Parenti di Milano. Nel 2017 dirige al Piccolo Teatro lo spettacolo “Louise e Renée”, ispirato a “Memorie di due giovani spose” di Balzac, di cui Stefano Massini cura la drammaturgia originale. Nel corso della lunga collaborazione artistica con il compositore Azio Corghi interpreta ruoli di cantante-attrice in Italia e all’estero. Nel ruolo di Elvira nell’opera “Il dissoluto assoluto” su libretto di Jose Saramago, è al Teatro Sao Carlos di Lisbona nel 2005 e alla Scala di Milano nel 2006. Al Teatro San Carlo di Napoli, nel 2017, è interprete e autrice della narrazione di scena nella versione da concerto del “Fidelio” di Beethoven diretta da Zubin Metha. Collabora stabilmente – con un vasto repertorio per voce e pianoforte – con il musicista Emanuele Arciuli. Per l’edizione 2019 del Festival del Maggio musicale fiorentino firma la regia delle “Nozze di Figaro” di Mozart. Protagonista del film “L’amore probabilmente” di Giuseppe Bertolucci, accanto a Mariangela Melato. Nastro d’argento per “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana; lavora con Bernardo Bertolucci, Giuseppe Piccioni e Franco Battiato.

È la Regina madre del film “Riccardo va all’inferno”, di Roberta Torre e Luce nella commedia “Come un gatto in tangenziale”, diretta da Riccardo Milani. Riscuote grande successo nelle serie Tv “Tutti pazzi per amore” e “Una grande famiglia” entrambe dirette da Riccardo Milani, ed è Livia nella serie televisiva “Il commissario Montalbano”. Premio Flaiano come miglior interprete nel film “De Gasperi”, di Liliana Cavani; Premio Duse 2014 per il suo lavoro d’attrice. Per il film “Quo vado?” diretto da Gennaro Nunziante vince il Premio Flaiano come interprete dell’anno e il Premio Alida Valli come migliore attrice non protagonista al Bari International Film Fest e il Premio CIAK d’oro.

 

ORARI

martedì 30 Novembre h 20:30

mercoledì 1 Dicembre h 19:45

giovedì 2 Dicembre h 21:00
PREZZI
I settore> intero 38€
II settore > intero 30€; under26/over65 18€; convenzioni 21€
III settore > intero 21€; under26/over65 18€; convenzioni 21€
_________________________
Tutti i prezzi sono da intendersi + prevendita

 

 

Info e biglietteria

Biglietteria
via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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Patrizia Gallini
Patrizia Gallini
I colori, l’aspetto e i modi sono da nobildonna veneziana, ma le sue origini sono piemontesi. Ha il sorriso affettuoso e sereno di chi si appresta a offrirti il tè con i pasticcini, ma in realtà sta discutendo di business con la fermezza di un panzer. Il suo “buen ritiro” è un antico mulino nel torinese, quando non è “occupato” dai suoi quattro nipotini. Di lavoro fa la P.R. , e naturalmente è il boss della sua agenzia. Per passione frequenta gli chef stellati, ama leggere e segue tantissimi spettacoli teatrali e, naturalmente, ci rende partecipi dei suoi incontri attraverso le nostre pagine.
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