Teatro Menotti Milano: la stagione 2026/2027 della Sala Atelier
Dieci spettacoli tra ironia, memoria, musica e teatro civile. Da Pasolini a Terzani, da Baricco ad Alfonsina Strada, un percorso che mette in dialogo storie personali e grandi domande del presente.
Il teatro sa creare incontri ravvicinati: con una storia, con una voce, con una domanda che continua a seguirci anche dopo gli applausi. È questa la dimensione proposta dalla Sala Atelier del Teatro Menotti di Milano, che per la stagione 2026/2027 presenta dieci appuntamenti dedicati alla nuova drammaturgia, alla memoria, alla poesia e alla musica.
Il cartellone si sviluppa da ottobre 2026 a marzo 2027, alternando racconti autobiografici, figure della cultura italiana e riflessioni sul nostro rapporto con il mondo. A unire le proposte è la possibilità di osservare da vicino fragilità, desideri e contraddizioni, attraverso linguaggi diversi.

A ottobre, ironia e desiderio di cambiamento
Ad aprire il programma, l’11 e 12 ottobre, è stato Parzialmente stremata, di Marianna Folli e Alessandro Giugliano, con Marianna Folli. Vincitore del Premio Troisi 2023, lo spettacolo attraversa pensieri e contraddizioni della vita di una donna, coinvolgendo direttamente il pubblico.
Il 13 e 14 ottobre è stata la volta di C’ho la scoliosi, con drammaturgia e regia di Marta Bulgherini, in scena insieme a Camilla Tagliaferri. Al centro, una trentenne alle prese con ambizioni, relazioni e paura di fallire: un’ode ironica al sentirsi inadatti.
Il prossimo appuntamento è La vita nova, dal 26 al 28 ottobre, scritto e interpretato da Emilia Scatigno. La protagonista, Aurora, è una linguista brillante e sottopagata che apre un circolo culturale a Tor Bella Monaca. Uno spazio accessibile a tutti diventa il punto di partenza di una possibile trasformazione, personale e collettiva, tra precarietà, amicizia e desiderio di indipendenza.
Gaia: la relazione tra esseri umani e pianeta
Il 22, 24, 25 e 26 novembre arriva Gaia, ispirato all’opera di James Lovelock, con drammaturgia di Emilio Russo.
Emilia Scatigno, Claudio Pellegrini e Debora La Rocca, accompagnati dalla musica dal vivo di Olmo Bertozzi, portano sulla scena una riflessione sul pianeta come sistema di relazioni e delicati equilibri.
Il linguaggio scientifico incontra quello poetico per interrogare il nostro posto nella natura. Il cambiamento climatico e la sostenibilità diventano così temi da attraversare anche attraverso l’esperienza teatrale.
Dicembre tra memoria della guerra e universo Pasolini
Dal 1° al 9 dicembre, L’è el dì di mort, alegher intreccia parole, musica e testimonianze per raccontare la Grande Guerra lontano dalla retorica eroica.
Marco Balbi e Paolo Bessegato, con Riccardo Dell’Orfano alla fisarmonica, danno voce a testi di Delio Tessa, Carlo Salsa, Emilio Lussu, Enzo Jannacci, Boris Vian e Corrado Alvaro. Attori e spettatori condividono lo spazio, un tavolo, un minestrone e un bicchiere di vino: la memoria diventa un momento di partecipazione.
Il 13 e 14 dicembre, La scomparsa delle lucciole. Una vita di Pasolini, di e con Lorenzo Degl’Innocenti, affiancato da Cosimo Zannelli, ripercorre la vicenda umana e artistica di Pier Paolo Pasolini. Versi, prose e cronaca restituiscono il ritratto di un autore il cui sguardo continua a interrogare la società contemporanea.
Novecento di Baricco e il dialogo tra Tiziano e Folco Terzani
L’11 e 12 gennaio 2027, Ulderico Pesce interpreta e dirige Novecento, il celebre monologo di Alessandro Baricco.
Sul piroscafo Virginian prende forma la storia di un pianista che non scende mai a terra. La nave diventa il suo universo, attraversato dalle vite dei passeggeri, dai desideri degli emigranti e dalla musica: un racconto sul confine tra le possibilità del mondo e il bisogno di trovare la propria misura.
Dal 2 al 7 febbraio, La fine è il mio inizio, tratto dall’omonimo libro di Folco e Tiziano Terzani, porta invece al centro il dialogo tra un padre e un figlio. Viaggi, giornalismo, incontri e ricerca interiore compongono il bilancio di un’esistenza e un passaggio di testimone tra generazioni.
A marzo, Generazione Pasolini e Alfonsina Strada
Dal 20 al 22 marzo, Generazione Pasolini, con drammaturgia e regia di Marta Bulgherini, in scena con Nicolas Zappa, propone un avvicinamento personale e irriverente all’autore. Il punto di partenza è proprio la difficoltà di confrontarsi con una figura tanto presente nella cultura italiana, per ritrovarne la voce oltre il monumento.
Il 23 e 24 marzo, la stagione si conclude con Alfonsina, di Marta Bulgherini, interpretato dall’autrice insieme a Diego Frisina.
Lo spettacolo prende le mosse dalla storia di Alfonsina Strada, che nel 1924 partecipò al Giro d’Italia insieme agli uomini. La bicicletta diventa possibilità di autonomia e scelta, mentre il racconto si interroga sulla distanza tra la persona e il mito costruito intorno alla sua impresa.
Teatro Menotti: biglietti e informazioni
Gli spettacoli della Sala Atelier si tengono al Teatro Menotti, in via Ciro Menotti 11 a Milano. Il biglietto unico costa 16,50 euro.
Gli orari di inizio variano secondo lo spettacolo. Per informazioni è possibile contattare la biglietteria al numero 02 82873611 oppure scrivere a biglietteria@teatromenotti.org.
