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Panettone, dall’aperitivo al dessert: Fraccaro incontra la cucina di Lionello Cera

Il Panettone Antico diventa protagonista di due creazioni dello chef dell’Antica Osteria Cera: un abbinamento salato con acciughe e kefir e un dessert con crema allo zabaione.

Ci sono dolci che associamo a un momento preciso: una festa, una tavola apparecchiata, il rito dell’ultima portata. Il panettone è uno di questi, eppure la sua struttura soffice e il profumo di burro, agrumi e vaniglia invitano a sperimentare anche oltre il dessert. Basta accostarlo alla sapidità di un’acciuga o alla freschezza di un ingrediente fermentato per scoprirne una diversa personalità gastronomica.

Da questa possibilità nasce l’incontro tra Pasticceria Fraccaro e Antica Osteria Cera, che porteranno il Panettone Antico al centro di due interpretazioni firmate dallo chef Lionello Cera, in programma il 29 ottobre 2026 al Centro Porsche Treviso, durante un evento del circuito Let’s Experience.

Il Panettone Antico Fraccaro come ingrediente di cucina

Fondata nel 1932 a Castelfranco Veneto, Pasticceria Fraccaro affida al lievito madre il cuore della propria produzione. Per questa collaborazione, il punto di partenza è il Panettone Antico: un impasto con burro, uova fresche, miele, uvetta australiana, canditi di cedro, scorze d’arancia e vaniglia del Madagascar.

Una composizione che offre allo chef diversi elementi con cui lavorare: la dolcezza dell’uvetta, la componente aromatica degli agrumi e la rotondità del burro. Il panettone diventa così un ingrediente capace di partecipare alla costruzione del piatto, contribuendo al suo equilibrio di sapori e consistenze.

L’abbinamento salato: acciughe del Cantabrico, kefir e limone

Per l’aperitivo, Lionello Cera propone Panettone Antico con burro salato e kefir, acciughe del Cantabrico e limone salato.

L’accostamento mette in dialogo la dolcezza dell’impasto con la sapidità delle acciughe, mentre kefir e limone salato introducono note fresche e acidule. Il burro accompagna l’incontro tra questi ingredienti, richiamando la componente più avvolgente del lievitato.

È una proposta che suggerisce un modo diverso di servire il panettone: in apertura del percorso gastronomico, attraverso un gioco di contrasti studiato per valorizzarne il carattere.

Il dessert con crema allo zabaione

La seconda interpretazione torna a un abbinamento della tradizione italiana: Panettone Antico con crema allo zabaione.

Qui la ricerca si concentra sull’incontro tra la sofficità del lievitato e la consistenza avvolgente della crema. Uvetta, canditi e vaniglia arricchiscono il boccone, in una proposta che valorizza la familiarità dei sapori e la qualità delle lavorazioni.

Lievito madre e lavorazione lenta

Alla base dei prodotti Fraccaro c’è un lievito madre custodito dal 1932. Il processo produttivo si sviluppa nell’arco di tre giorni e comprende l’impasto a mano del lievito madre e una lenta lievitazione naturale di 48 ore.

Tempi e lavorazioni che trovano, in questa collaborazione, una nuova espressione a tavola: lo stesso panettone viene interpretato in due momenti del menù, mostrando la versatilità di un grande classico della pasticceria italiana.

L’incontro a Let’s Experience a Treviso

Le due creazioni saranno presentate durante l’evento organizzato da Giova Experience per il circuito Let’s Experience, il 29 ottobre al Centro Porsche Treviso.

Un incontro tra due realtà venete, Pasticceria Fraccaro e il ristorante Antica Osteria Cera, che mette al centro il rapporto tra arte della lievitazione e creatività in cucina. E offre uno spunto anche per la tavola delle feste: ripensare il panettone attraverso gli abbinamenti, dall’aperitivo fino al dolce.

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Selvaggia Rizzati

Giornalista per professione, appassionata di cucina da sempre, è cresciuta tra i profumi e i racconti di due grandissime cuoche: sua nonna e sua mamma. Dalla prima ha imparato la pazienza delle preparazioni lente e il valore degli ingredienti semplici; dalla seconda, il piacere di sperimentare e la capacità di mettere a tavola qualcuno anche quando in frigorifero sembrava esserci ben poco. Da bambina osservava, assaggiava e faceva domande. Oggi continua a farlo, con la curiosità di chi ama scoprire la storia dietro una ricetta e le persone che la custodiscono. Il giornalismo le ha insegnato ad ascoltare; la cucina, a condividere. Ama i piatti di famiglia, i quaderni di ricette con qualche macchia di sugo e le tavole a cui si aggiunge volentieri un posto. Tra una scadenza e un articolo, trova sempre il tempo per provare qualcosa di nuovo, senza preoccuparsi troppo se il risultato è diverso dalla fotografia. Per lei cucinare è un gesto quotidiano di cura, fatto di cose concrete: ricordare il piatto preferito di qualcuno, scegliere una verdura di stagione, portare una torta a un’amica. È questo il mondo che le piace raccontare, con una scrittura semplice e la convinzione che anche una buona ricetta abbia una storia da condividere.

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