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NASCE MOHRE, L’OSSERVATORIO MEDITERRANEO SULLA RIDUZIONE DEL DANNO
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Mohre studierà strategie di prevenzione parziale per diminuire i danni da stili di vita scorretti.

È nato dalla volontà di un gruppo di scienziati e di esperti in comunicazione della salute il nuovo Osservatorio MOHRE (www.mohre.itwww.mohre.info  in costruzione) che vuole porre l’accento sulle strategie attuabili in tutti gli ambiti medici in cui ci siano danni e morti evitabili. Dalle dipendenze alle malattie sessualmente trasmesse – in cui le strategie sono ormai consolidate – alla ‘terza via’ per aiutare individui e comunità a diminuire i danni derivanti da stili di vita e comportamenti scorretti,  l’Osservatorio si occuperà di malattie oncologiche e cardiovascolari, andrologiche, infettive con un focus sul Covid-19 e i disturbi alimentari e quelli del comportamento.

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“Spesso in un processo di cura le  proposte rigide determinano il rifiuto e l’allontanamento del paziente. Si tratta in massima parte di persone  fragili  nelle  quali sono apprezzabili anche piccoli progressi che,  pilotati da esperti,  hanno il vantaggio di mantenere forte l’alleanza medico paziente. Questa infatti si basa sul principio di “cura” più che su quello delle certezze o della guarigione definitiva. MOHRE, il nuovo Osservatorio Mediterraneo per la Riduzione del Danno in medicina nasce con l’obiettivo di esplorare questa dimensione di trattamento chiamata ‘prevenzione parziale’” spiegano gli esperti del Board.

 Nei soggetti che abbiano avuto un evento cardiovascolare acuto o una neoplasia le modificazioni dello stile di vita non sono ovvie: smette di fumare o consumare alcol solo il 40% di coloro che dovrebbero e troppi continuano a consumare alimenti ricchi di zuccheri o grassi e cibi raffinati con un aumento del rischio di recidiva.

Nel caso dell’ipercolesterolemia l’associazione di consigli dietetici alle statine aumenta l’efficacia e necessita che il paziente ne sia consapevole.

Nel caso di proposte chirurgiche  demolitive nel campo della oncologia, il rifiuto di un intervento non può corrispondere ad una negazione della cura. Si procede ad offrire al paziente un trattamento di seconda linea che pur nella consapevolezza di una riduzione delle percentuali di successo offre delle possibilità di miglioramento della salute o della qualità dell’esistenza.

È cruciale mettere a punto strumenti che motivino le persone a modificare concretamente il proprio stile di vita. Cogliere questo obiettivo porterebbe ad una maggiore speranza di vita, ad una diminuzione dei decessi evitabili, ad una vita più libera da limitazioni e disabilità ed in definitiva ad un miglioramento della  qualità dell’esistenza. Spesso  i comportamenti sani sono percepiti come meno attraenti rispetto ad una lunga serie di attività molto più ‘piacevoli’ e gratificanti, mediate da neurotrasmettitori come la dopamina che in alcuni casi possono sfociare in  dipendenza.

 “Come clinici che si interfacciano quotidianamente con i pazienti, sappiamo che in un processo di cura anche piccoli progressi sono apprezzabili. Spesso proposte rigide determinano l’allontanamento del paziente e succede che approcci integralisti abbiano come ricaduta l’abbandono proprio delle persone più fragili ed in maggiore difficoltà. Un medico non può rinunciare alla propria umanità in nome di un astratto rigorismo scientifico e lesinare politiche di aiuto” chiarisce il Professore Fabio Beatrice, Primario Emerito all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e Direttore del Board scientifico dell’Osservatorio.

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Hanno aderito all’iniziativa Prof. Fabio Beatrice – Primario Emerito Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e fondatore dell’omonimo Centro Antifumo e Direttore del Board Scientifico MOHRE

Prof. Oscar Bertetto – Oncologo medico ex direttore Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta

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Prof. Virginio Bobba – Presidente ANDI sez. Piemonte 

Prof. Fabio Lugoboni – Responsabile del Reparto di Medicina delle Dipendenze dell’Università di Verona

Prof. Sebastiano Marra – Primario Emerito di Cardiologia ed ex Direttore del Dipartimento Cardiovascolare della Città della Salute e della Scienza, Torino

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Prof. Giacomo Mangiaracina – Medico chirurgo e Presidente Agenzia Nazionale per la Prevenzione (ANP)

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Dr.ssa Giusy Massaro – Psicologa e Coach esperta in percorsi di cambiamento degli stili di vita

Prof.ssa Giulia Veronesi – Chirurga toracica Università Vita e Salute San Raffaele di Milano 

ai quali si aggiungeranno nei prossimi mesi altri esperti italiani e stranieri. 

Obiettivi dell’Osservatorio MOHRE sono monitorare costantemente tutta la letteratura scientifica in tema di riduzione del danno nelle diverse branche della medicina, contrastare le informazioni scorrette, creare cultura sull’argomento e identificare buone pratiche da importare a livello nazionale ed europeo. 

Il primo atto del Board dell’Osservatorio è stato una lettera aperta al Commissario Stella Kiriakydes – dell’Health and Food Safety per sensibilizzare la Comunità Europea a non perdere l’occasione di intervenire efficacemente sulla mortalità evitabile fumo-correlata. Mentre l’approccio alla riduzione del danno è stato ignorato palesemente dal Beating Cancer Plan, in tutto il mondo la classe medica sta guardando ad essa come ad una opportunità strategica. Dei 2,7 milioni di persone ammalate di tumore a gennaio 2020 in Europa, circa 1,3 milioni hanno perso la vita. Nonostante i progressi della medicina, le condizioni ambientali e gli stili di vita negativi corrono più in fretta delle politiche di prevenzione. In particolare, il tabagismo è responsabile di circa l’80% delle morti evitabili per cancro. E i fumatori muoiono circa 10-12 anni prima a causa dell’esposizione a sostanze tossiche e cancerogene.

 Pur non potendolo considerare un metodo per smettere di fumare (ci sono in corso diversi trial per verificarne l’efficacia) è evidente che il dispositivo offre al fumatore l’unica sostanza di cui ha bisogno, la nicotina, alla stregua di quello che fanno le terapie sostitutive a base di gomme, cerotti o spray. Inoltre, solo la sigaretta elettronica offre al fumatore la possibilità di diminuire gradualmente l’apporto di nicotina gestendone in modo personalizzato la diminuzione.

I fumatori cercano soluzioni in maniera autonoma perché sono consapevoli dei rischi che corrono: solo nel 2020 il 27,2% dei fumatori (inglesi) ha usato un dispositivo elettronico nel tentativo di minimizzare i rischi del tabagismo, contro il 15,2% che ha usato una terapia sostitutiva a base di nicotina e al 4,4% che ha assunto il farmaco a base di vareniclina.

È evidente quindi che sia necessario abbandonare le strade note per mettere innovazione anche nel rapporto medico-paziente. Riteniamo infatti che solo un approccio nuovo possa scalfire quel milione e 300mila di morti fumo-correlate che ogni anno si verificano in Europa.

Nonostante l’astensione totale da prodotti che inducono dipendenza debba essere l’ideale a cui aspirare, nessuno deve essere lasciato indietro perché più fragile. Per chi abbia fallito con i metodi convenzionali, deve essere possibile proporre strumenti che diminuiscano il rischio di malattie e morte precoce.

Una azione sbagliata con premure, consigli, indicazioni mal poste possono avere come ‘effetto collaterale’ la resistenza  al cambiamento. Risultati anche parziali invece rinforzano il processo di cambiamento e implementano la  motivazione.

 L’Osservatorio sarà supportato da una testata giornalistica online, MOHRE.it diretta dalla giornalista scientifica Johann Rossi Mason che ha selezionato una redazione di giornalisti specializzati nel settore medico scientifico e ha in programma una intensa attività social per la diffusione capillare dei contenuti.

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Francesca
Per oltre vent’anni ha lavorato al fianco di Maruska con la stessa passione. Vuole festeggiare i suoi primi...quarant’anni (o qualcosa di più) condividendo desideri, dubbi, esigenze e scoperte dell’universo della bellezza con il maggior numero possibile di amiche. E’ sempre truccata e le piace cambiare. Manie? Le unghie!
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