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Università di Ferrara, là dove nasce la cosmetica
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 Donna strucca pulisce viso con cotone

Di Lisa Dansi

L’Università di Ferrara è sede del Corso per Informatore Cosmetico Qualificato ICQ®. La prossima edizione del corso inizierà il 17 ottobre e

A parlare di questa iniziativa, del corso “Il mondo del profumo: scienza, tecnica e creatività” che si terrà presso la Scuola di Profumeria ad ottobre, e dei bisogni di conoscenza espressi dai tanti allievi che arrivano a Ferrara da tutto il mondo per studiare il mondo dei cosmetici, è il Prof. Stefano Manfredini, Direttore e docente del Corso ICQ (ricordiamo, a chi fosse interessato al corso, che il termine ultimo per le iscrizioni è fissato per il 3 ottobre p.v. e che tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.informatorecosmeticoqualificato.it).

E’ a lui che abbiamo chiesto di parlarci di come è nato il sodalizio tra l’Università di Ferrara, dove insegna da molti anni, e il Corso ICQ®, dove insegna Nutricosmetica e Cosmetici naturali e biologici, ma anche delle novità in campo cosmetologico e in quello delle fragranze.

 

1- Prof. Manfredini, come nasce la collaborazione tra l’Università di Ferrara e ICQ? 

La collaborazione nasce con l’intento di rinforzare la sinergia nell’ambito della formazione già esistente tra Cosmetica Italia (Associazione delle imprese che fanno parte del sistema Italiano della cosmesi), che rappresenta il settore “privato”, e una struttura pubblica come l’Università di Ferrara e prendere i punti di forza di entrambe le organizzazioni. Cosmetica Italia si muove velocemente sul mercato, ha una valida struttura di comunicazione, un contatto diretto con le richieste del mondo del lavoro, mentre l’Università di Ferrara ha competenze uniche nella formazione e nella ricerca cosmetica a livello specialistico e non. Pensi che il primo corso di cosmetologia, in Europa, fu istituito qui a Ferrara ben 37 anni fa!

2- In ambito formativo, secondo lei, quali sono le esigenze più sentite nel mondo cosmetico?

Noi riceviamo una forte richiesta di “conoscenza” per capire come ci si orienta nel settore nella scelta e nel consiglio del prodotto, nella sua comunicazione e marketing. La rete internet è un sistema fortemente democratico, e tale deve restare, ma è anche il luogo (come avveniva ed avviene a Londra allo speaker’s corner in Hide Park) dove chiunque può prendere una metaforica “seggiola” (un sito web o un blog) ed esprimere la propria opinione che, specie se allarmistica, diventa automaticamente autorevole. In realtà non sappiamo chi c’è dietro, quali motivazioni lo spingono e se effettivamente è “qualificato” a dare o dar voce alle opinioni più disparate. E’ necessario che chi si occupa a livello professionale di cosmetici e prodotti per la salute, soprattutto chi si interfaccia con il pubblico, abbia le necessarie competenze tecniche e scientifiche per comprendere se l’informazione è corretta o meno. E questo è tipicamente il ruolo di una struttura pubblica come l’Università.

3- Tra gli aspetti formativi più importanti lei ha citato la comunicazione. In ambito cosmetico, e nel mondo della profumeria in particolare, quali aspetti della comunicazione dovrebbero essere maggiormente esplorati?

Gli aspetti di comunicazione da affrontare sono molti, ma sicuramente non devono mancare quelli riguardanti la valorizzazione e l’importanza della fragranza nei prodotti cosmetici (in costante crescita) da cui dipende la percezione, da parte del consumatore, della qualità del prodotto. L’area della “profumazione” diventa quindi materia di studio per tutti coloro che trattano il cosmetico, dalla sua progettazione, industrializzazione e vendita. Senza conoscenze specifiche sulle fragranze non credo che si possa comunicare in modo efficace il cosmetico.

4– Presso l’Università di Ferrara, ad ottobre, si terrà anche un corso dedicato al mondo della Profumeria. A chi si rivolge? Perché frequentarlo?

In mancanza di una Scuola di livello Universitario in Italia sulla profumeria, abbiamo studiato un corso che fornisse un buon livello di formazione base qualificata grazie alla presenza, come docenti, di un esperto di fragranze qualificato a livello internazionale, un esperto di comunicazione e un universitario con competenze nel settore degli oli essenziali.

I nostri veri interlocutori sono soprattutto: store manager, tecnici o addetti R&D che lavorano in aziende di profumeria, uomini di marketing che operano nel mondo delle fragranze.

5- Ci può dire qualcosa sulle novità più interessanti nel campo della composizione delle fragranze? 

Più che una novità vere e proprie, ci sono trend (il naturale, le note gourmand, le legnose, le orientali) che spingono allo sviluppo ed all’utilizzo di nuove materie prime naturali o sintetiche o alla riscoperta di materie prime non utilizzate da tempo. Il tutto mescolato nella mente fervida di fantasia e alta creatività dei profumieri, artisti straordinari e pieni di talento.

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Maruska
Ha una certa età, ha lavorato per quarant’anni nel mondo del beauty, sia dalla parte dell’editoria che da “dietro le quinte”. Ha conosciuto tutti, o quasi, i produttori di cosmetici, i creatori di profumi, le fabbriche dei contenitori e degli imballaggi e tutti, o quasi, i profumieri italiani. Ama moltissimo il make-up, cura la pelle ma senza ossessione
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