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L’amore segreto di Ofelia (di Steven Berkoff) con CHIARA FRANCINI e ANDREA ARGENTIERI
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Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per INFINITO TEATRO e ESTATE TEATRALE VERONESE in collaborazione con ARGOT PRODUZIONI presentano

L'Amore segreto di Ofelia_locandina

L’amore segreto di Ofelia (di Steven Berkoff)

con CHIARA FRANCINI
e ANDREA ARGENTIERI
(premio UBU 2019 miglior attore under 35)

regia e video LUIGI DE ANGELIS drammaturgia CHIARA LAGANI

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Due attori provano a distanza il testo di Berkoff: lei è Ofelia e si immaginava il suo Amleto in modo molto diverso da quello a cui la realtà l’ha messa a confronto. Dopo un iniziale disappunto, però, la fascinazione per il testo, con le sue spiraliformi e sensuali circonvoluzoni retoriche, prende il sopravvento e la costringerà (drammaticamente) a
rivedere le sue posizioni iniziali. È così che sulla scena noi vediamo infine proprio quello spettacolo, provato conflittualmente a distanza, e che alla fine ha preso forma.
L’amore segreto di Ofelia di Steven Berkoff ha la forma di uno scambio epistolare: si tratta delle ben note lettere che Ofelia, in un punto molto famoso della tragedia shakespeariana, restituisce ad Amleto e il cui contenuto il Bardo ci tiene genialmente (e opportunamente) nascosto. Nel voler esporlo a tutti costi, rivelando l’indicibile, si misura qui una sorta di strappo, di rottura del senso del pudore, talora quasi comica, che ci mette a contatto con la parte oscena, in senso etimologico (cioè “fuori dalla scena”) e, appunto, segreta, di quell’amore così celebre. La sproporzione tra contenuti pulsionali e spirito adolescenziale da una parte e il linguaggio arcaico dei versi dall’altra, e in parallelo quella tra gli attori e il testo che devono andare a interpretare, imprimono a poco una strana accelerazione all’immobilità della scena, che viene enfatizzata dal procedere inevitabile e fuori campo della tragedia, dalla quale sono stati prelevati i due sfortunati protagonisti. Il loro destino drammatico si compie fatalmente in un altrove misterioso e sconosciuto, di cui però il pubblico conosce già tutti i dettagli: le morti, la follia, il tragico finale. Nell’inevitabile incedere del dramma, però, si incastrano qui questioni nodali anche per la nostra epoca: la distanza tra passione e azione, il rapporto conflittuale con un ruolo obbligato a cui dobbiamo o vogliamo per forza aderire, il sentimento di un tempo implacabile che tutto trascina, la sovrapposizione tra finzione e realtà, sogni e desideri.

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Costumi: Francesca Di Giuliano
Scenografie: Katia Titolo
Macchinista: Raffaele Basile
Fonico: Gianluca Meda
Organizzazione: Lenti Morena
Amministrazione: Riccardo Rossi
Supporto Tecnico: Dario Costa
Make up: Rossano De Cesaris
Hair: Piero Giordi per Minette


Chiara Francini è vestita da PAOLO ISONI
Un ringraziamento partiolare a Annalisa Passigli, Lisa Corti Roma

CHIARA FRANCINI

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Chiara Francini è un’attrice e una scrittrice tra le più amate e apprezzate del panorama italiano. Ha recitato in più di cinquanta film e fiction, pellicole e progetti sia di grande popolarità che di stampo più autorale.

Per il cinema: “Maschi contro femmine” di F. Brizzi, “Miracle at St. Anna di Spike Lee, “Soap Opera” di A. Genovesi (Festa del Cinema di Roma), “Un altro pianeta” di S. Tummolini (Festival di Venezia, Sundance), “Altri padri” di Mario Sesti (Festival di Torino), “Tre sorelle” di Enrico Vanzina. Tra le fiction: “Tutti pazzi per amore” e “Non dirlo al mio capo”, in cui ha dato vita a personaggi di grande impatto, Bea nella prima serie e Perla nella seconda.

Ha condotto programmi popolari come “Domenica In” insieme a Pippo Baudo, “Colorado” insieme a Diego Abatantuono e di approfondimento come “Love me Gender” e “Love me stranger”, in cui si è cercato di mettere in luce le diverse forme d’amore in Italia, al giorno d’oggi. Nel novembre 2021 è uno dei tre giudici della prima edizione italiana del rivoluzionario Drag Race, il programma americano pluripremiato, creato da Ru Paul.

In teatro, suo primo amore, è stata protagonista di molti spettacoli tra cui “Ti ho sposato per allegria” di Natalia Ginzburg e “Due” di L. Miniero, “Coppia aperta quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame, e“L’amore segreto di Ofelia” di Berkoff per la regia di Fanny e Alexander, grandi successi di pubblico e critica.

È autrice dei romanzi, “Non parlare con la bocca piena” (2017), “Mia madre non lo deve sapere” (2018) e “Un anno felice” (Rizzoli) (2019)e “Il cielo stellato fa le fusa”, best seller, con più di 100 mila copie vendute e molto apprezzati dalla critica.

Ha vinto il Premio “Guglielmo Biraghi” come Attrice Rivelazione dell’Anno, nell’ambito del 68º Festival Internazionale del cinema di Venezia, e quello come Miglior Attrice protagonista al Festival  Internazionale del film di Roma.

È ambasciatrice per l’AISM l’associazione italiana che combatte la sclerosi multipla, e per Medicinema, onlus che si occupa di costruire sale cinematografiche all’interno degli ospedali.

Da ottobre 2018 è editorialista per il quotidiano “La Stampa”. E dal novembre 2021 ha su Specchio, inserto domenicale de La Stampa, una rubrica a sua firma: “Forte e Chiara.”

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Patrizia Gallini
Patrizia Gallini
I colori, l’aspetto e i modi sono da nobildonna veneziana, ma le sue origini sono piemontesi. Ha il sorriso affettuoso e sereno di chi si appresta a offrirti il tè con i pasticcini, ma in realtà sta discutendo di business con la fermezza di un panzer. Il suo “buen ritiro” è un antico mulino nel torinese, quando non è “occupato” dai suoi quattro nipotini. Di lavoro fa la P.R. , e naturalmente è il boss della sua agenzia. Per passione frequenta gli chef stellati, ama leggere e segue tantissimi spettacoli teatrali e, naturalmente, ci rende partecipi dei suoi incontri attraverso le nostre pagine.
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