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WATERMARK: l’acqua è il bene più prezioso
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Watermark – L’acqua è il bene più prezioso, diretto da Jennifer Baichwal ed Edward Burtynsky e con le riprese di Nicholas de Pencier, è un film-documentario che raccoglie storie da tutto il mondo che hanno come tema il rapporto dell’uomo con l’acqua: come ne è attratto, che cosa gli insegna, come la usa e quali sono le conseguenze che questo uso comporta. Conosciamo le enormi coltivazioni galleggianti di conchiglie abalone al largo della costa cinese del Fujian; il cantiere di Xiluodu, la più imponente diga ad arco al mondo, sei volte più grande di quella di Hoover; il delta del deserto dove si arena il possente fiume Colorado; le concerie di cuoio di Dhaka. Osserviamo come gli uomini sono attratti dall’acqua: dagli Open di Surf a Huntington Beach (Stati Uniti) al Kumbh Mela di Allahabad (India), pellegrinaggio nel quale 30 milioni di fedeli si radunano per immergersi nel sacro Gange, tutte insieme. Parliamo con gli scienziati che estraggono carote di ghiaccio a due chilometri di profondità sotto la calotta glaciale della Groenlandia, ed esplorano l’incontaminato spartiacque della Columbia Britannica settentrionale.

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Grazie a riprese in un 5K ad altissima definizione e alle numerose prospettive aeree, il film offre una visione dell’acqua su grande scala, in quanto elemento fondante della nostra vita sulla Terra. Allo stesso tempo, si addentra nei particolari: l’indelebile ricordo di un fiume rubato, una misteriosa figura che aleggia su antichi terrazzamenti di riso, una data cruciale nascosta in un pezzo di ghiaccio vecchio milioni di anni, il rituale privato di un pellegrino sul bagnasciuga, circondato da centinaia di persone.

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In Watermark, lo spettatore è immerso in un mondo definito dall’eccezionale forza della natura che è l’acqua, elemento che tendiamo a dare troppo spesso per scontato – fino a quando non verrà a mancare.

NEI CINEMA DAL 14 OTTOBRE

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELL’EDUCAZIONE AMBIENTALE

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Patrizia Gallini
Patrizia Gallini
I colori, l’aspetto e i modi sono da nobildonna veneziana, ma le sue origini sono piemontesi. Ha il sorriso affettuoso e sereno di chi si appresta a offrirti il tè con i pasticcini, ma in realtà sta discutendo di business con la fermezza di un panzer. Il suo “buen ritiro” è un antico mulino nel torinese, quando non è “occupato” dai suoi quattro nipotini. Di lavoro fa la P.R. , e naturalmente è il boss della sua agenzia. Per passione frequenta gli chef stellati, e li intervista per voi.
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