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Angel Food Cake
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La chiamano Angel Food Cake ed è una torta talmente semplice e con pochissimi ingredienti che di solito piace a tutti. E’ la soluzione giusta per usare le chiare d’uovo che avete appena avanzato dopo aver preparato una  rema pasticcera, perché si usano solo gli albumi. Non c’è né burro né olio, ma…tanto zucchero. Dipende da che tipo di dieta state facendo!

E’ facilissima, ma per una perfetta riuscita bisogna rispettare alcune regole: è indispensabile l’apposito stampo di alluminio, se proprio non l’avete e non volete acquistarlo va bene anche una tortiera rigorosamente di alluminio (non antiaderente!)

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Vi dico come la faccio io, e riesce sempre:

Ingredienti

  • 480 gr di albumi (eh sì, sono tanti) corrispondono a circa 10 uova medie
  • 280 gr di zucchero semolato
  • 80 gr di farina 00
  • 80 gr di amido di mais
  • 1 bacca di vaniglia (se avete voglia di spendere, io no, metto una bustina di vanillina)
  • 8 gr di cremor tartato
  • 1 fialetta di aroma alla mandorla amara
  • 1 pizzico di sale

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Preparazione

  • Accendete il forno statico a 175°
  • Setacciate insieme le farine, la vanillina e il sale in una terrina. E’ una operazione che faccio sempre perché, credetemi, la differenza si nota. Quando la farina è poca basta uno spargizucchero
  • Metto in un’altra terrina gli albumi a temperatura ambiente con metà dello zucchero, e le monto con le fruste elettriche. Poi aggiungo un po’ alla volta il rimanete zucchero e il cremor tartaro. Quando sono perfettamente montate aggiungo un po’ alla volta le farine, mischiando delicatamente dal basso verso l’altro con il favoloso e irrinunciabile attrezzo che è il lecca pentola. Ho scoperto durante un’intervista in televisione di Iginio Massari, il mitico pasticcere pluripremiato, che si chiama correttamente Mafalda. Trattandosi di una torta così delicata ed elegante, mi sembra un termine più appropriato. A questo punto io aggiungo l’aroma di mandorla amara, ma voi potete sbizzarrirvi con scorza d’arancia o limone grattugiato, oppure un dito di Amaretto Di Saronno.
  • Sempre aiutandovi con la “mafalda” riempite delicatamente lo stampo (non imburrate!). Se siete perfezioniste e avete voglia di sporcare altri attrezzi, potete usare anche una tasca da pasticcere.
  • Infornate per 30 minuti, la torta deve essere bella gonfia e dorata in superficie.
  • Sfornatela e, se avete usato lo stampo giusto, capovolgetelo delicatamente su un piano (io uso una griglia per dolci). I piedini dello stampo permettono di far raffreddare la torta capovolta che si dovrebbe staccare da sola cadendo verso il basso. NON TOCCATELO! Se tutto è OK la vostra torta non si schiaccerà e uscirà dallo stampo bella asciutta. Se proprio non vuole uscire dopo almeno mezz’ora di testa in giù, infilate delicatamente degli stecchini lunghi di legno (quelli da spiedini) lungo il bordo. Dopo qualche minuto sarà facilissimo estrarla.
  • Per la presentazione ci sono varie correnti di pensiero. A me piace lasciarle il suo aspetto etereo e delicato per cui la spolverizzo semplicemente con zucchero a velo vanigliato
  • Per tagliarla, e non schiacciarla, usate un coltello da pane seghettato DELICATAMENTE!
  • Una cioccolata calda e densa, per contrasto, è l’ideale accompagnamento

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Maruska
Ha una certa età, ha lavorato per quarant’anni nel mondo del beauty, sia dalla parte dell’editoria che da “dietro le quinte”. Ha conosciuto tutti, o quasi, i produttori di cosmetici, i creatori di profumi, le fabbriche dei contenitori e degli imballaggi e tutti, o quasi, i profumieri italiani. Ama moltissimo il make-up, cura la pelle ma senza ossessione
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