Home   /   Le nostre firme  /  New  /  La dermatologa  /  news  /   Macchie e discromie: cosa sono e come combatterle
Macchie e discromie: cosa sono e come combatterle
Share Button

 

efelidi

Le efelidi, oltreoceano, sono considerate un simbolo di eleganza e di classe

Macchie della pelle, discromie, iperpigmentazioni. Sono tanti i termini per descrivere un incarnato non omogeneo e poco luminoso. La causa è uno squilibrio nella sintesi della melanina da parte dei melanoiciti dovuta a più fattori. Tra i principali responsabili vi sono fattori genetici, ormonali e l’azione dei raggi solari. E allora che fare? Come prima cosa intervenendo subito con una visita dermatologica per capire innanzitutto la tipologia delle macchie, quanto radicate sono nell’epidermide e quali metodi mettere in campo per combatterle. Noi abbiamo intervistato Adele Sparavigna, specialista in dermatologia e venereologia.

1.Tutti vorremmo avere la pelle di alabastro, ma tutti o quasi abbiamo discromie sulla pelle: quali sono le più comuni?

Nevi, lentiggini, efelidi, melasma, lentigo senili, lentigo solari e iperpigmentazioni post-infiammatorie sono le principali alterazioni pigmentarie di cui un po’ tutti facciamo esperienza; potrebbero essere confuse ad un occhio meno esperto, ma in realtà si tratta di alterazioni ben differenti, riconducibili ad un aumento del pigmento melanina, come nel caso delle efelidi e delle lentigo, o ad un aumento in sede del numero dei melanociti, come nel caso delle lentiggini. Hanno varia natura: tra i principali responsabili vi sono fattori genetici, ormonali e l’azione dei raggi solari. Le radiazioni UV inducono la comparsa di efelidi e lentiggini, lentigo senili e solari e di pigmentazioni causate da assunzione di farmaci fotosensibilizzanti o fototossici, dall’ applicazione di cosmetici e profumi. Gli squilibri ormonali alterano la produzione della melanina, non è rara difatti la comparsa del melasma in gravidanza, in menopausa o in coloro che assumono terapie ormonali. Le iperpigmentazioni possono poi esser conseguenza di disturbi cutanei infiammatori, quali acne, follicoliti, eczema o herpes. Possono manifestarsi a seguito di lesioni come scottature o cicatrici, di esiti chirurgici, di trattamenti estetici, anche semplici cerette.

2.Quali meritano attenzione?

Sicuramente nevi, voglie e macchie scure che modificano il loro aspetto nel tempo; macchie o lesioni cutanee che danno dolore o “pizzicore”, che formano croste, che si estendono e/o tendono a sanguinare; lesioni che non guariscono entro 3 settimane.

3.In particolare i nei: sappiamo che vanno tenuti d’occhio. Come capire che meritano una visita di controllo? E da quale specialista?

Ognuno di noi dovrebbe effettuare l’autoesame della propria pelle, per individuare semplici, ma importanti segni clinici degni di particolare attenzione. Vale la regola ABCDE, controllando che ogni nevo sia “normale” per ognuno di questi parametri:

  • Asimmetria: un nevo normale ha forma simmetrica
  • Bordi: un nevo normale ha bordi regolari⁃
  • Colore: tutto il nevo presenta un colore omogeneo
  • Dimensioni: il nevo non supera i 5-6 mm di diametro
  • Evoluzione: i nevi si possono anche modificare, ma questi cambiamenti avvengono nell’arco di anni, in parallelo con la crescita della persona. Un nevo atipico, al contrario, tende a modificarsi più rapidamente (in pochi mesi) come forma, bordi, colore o dimensioni.

In caso di anomalie, lo specialista di riferimento è il dermatologo.

4.Efelidi: è possibile schiarirle ? Ma, soprattutto, è consigliabile?

E’ possibile schiarirle, oggi vi sono molteplici modalità di trattamento: peeling chimici (procedura dermatologica esfoliante), laser-terapia, crioterapia (trattamento dermatologico che “congela” e  attenua l’inestetismo), microdermoabrasione (esfoliazione mediante cristalli pulenti) o elettroporazione (penetrazione nella pelle di sostanze depigmentanti mediante leggerissime correnti elettriche).

Le efelidi sono inestetismi assolutamente benigni, non dannose per la salute; consiglio la rimozione solo se davvero vissute con disagio. In tal caso, rivolgersi sempre ad uno specialista: per risolvere il problema, è molto importante formulare una diagnosi corretta, conoscere i fattori aggravanti, nonché l’esito di trattamenti precedenti.

5.Macchie che spuntano in gravidanza, con l’avanzare dell’età o per esposizione al sole, come evitarle?

E’ bene distinguere tra fattori predisponenti (cause genetiche, colorito della pelle, età), verso cui nulla possiamo fare, e fattori esterni, poichè è su quest’ultimi che possiamo intervenire. Per evitare queste macchie cutanee, sarà necessario proteggersi dal sole: i principali responsabili sono le esposizioni agli UV, in cattiva combinazione con eventuali assunzioni di farmaci fotosensibilizzanti o fototossici, con l’ applicazione di cosmetici e profumi, con alterazioni ormonali (in gravidanza o in caso di cure ormonali ed assunzione di pillole anticoncezionali).

6.I prodotti antitaches, funzionano? Hanno effetti negativi a lungo andare?

Funzionano, ma solo se di qualità e se applicati in maniera corretta. Hanno formulazioni multifunzionali, in grado di trattare le macchie cutanee a più livelli: modulano la produzione della melanina, accelerano il turnover cellulare, proteggono dai raggi solari ed hanno azione antiossidante. Andranno applicati per almeno due mesi, in maniera continuativa, preferibilmente nei periodi di non esposizione, per non vanificarne l’effetto. Quanto agli effetti negativi, questo dipenderà dagli ingredienti. Ad esempio, l’idrochinone, principio attivo depigmentante ora non più sul mercato, ma reperibile in farmacia in forma galenica, ossia sotto prescrizione dermatologica, a lungo andare potrebbe avere effetti tossici sui melanociti e condurre ad un’eccessiva depigmentazione e dunque alla comparsa di altrettanto indesiderate macchie chiare. Nel complesso, non vi è alcun rischio correlato all’utilizzo dei prodotti anti-taches, consiglio comunque di sospenderne l’ utilizzo una volta ottenuti i risultati e di proseguire con un’accurata fotoprotezione.

7.E’ utile usare sempre, anche in inverno e in città, creme che contengono filtri solari?

Certamente. L’applicazione quotidiana di filtri protettivi ad ampio spettro (contro UVA e UVB) sono una delle misure preventive cardine contro la comparsa di indesiderate, antiestetiche e, in alcuni casi, dannose lesioni iperpigmentate indotte dall’esposizione solare, specialmente nei soggetti con pelle chiara o in terapia ormonale.

Dottoressa Adele Sparavigna, specialista in dermatologia e venerologia

Viale Cesare Battisti 38, 20900 Monza

T. +39 345 2529271
F. +39 039 2329448

E. info@adelesparavigna.it

Tags

Adele
Specialista in dermatologia e venerologia. Sorriso solare, è nata a Pompei,dolcezza innata, competenza solidissima. Di sé dice “Non faccio nulla di straordinario, vi aiuto solo a portare la bellezza della vostra anima in superfice"
Related Article

Post a new comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato.