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La normativa della chirurgia estetica è una giungla
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intervistare il dottor Paolo Santanchè, chirurgo plastico, è un vero piacere. Prima di tutto perché il dottore è una persona squisita, disponibile e dalle sue parole traspare soprattutto l’amore e la passione per il suo lavoro. Diventa così facile cercare di capire, da profani, il mondo della chirurgia estetica della quale vediamo solo i risultati quando sono discutibili, ma ignoriamo quali siano i rischi per la nostra sicurezza quando non vengono rispettate le regole o, peggio, quando le stesse regole non siano chiare.

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Dottor Santanchè, una persona che non sia soddisfatta del proprio aspetto e voglia ricorrere alla chirurgia estetica, cosa deve fare?

Prima di tutto rivolgersi a medico titolato, che deve essere: medico chirurgo plastico, specializzato in chirurgia estetica. Oltre alla qualifica di chirurgo plastico è necessaria la specializzazione in chirurgia estetica, perché è ben diverso intervenire sulle ustioni, ad esempio, che fare un lifting.

Esiste un albo dei chirurghi plastici?

Certo, esistono associazioni ufficiali, che hanno anche un sito, dove si possono rintracciare i professionisti titolati, fra queste  Sicpre – Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, Aicpe, Associazione italiana Chirurgia plastica estetica, che promuovono continui aggiornamenti professionali.

Qual è il problema del settore, sempre riferito alla sicurezza dei pazienti?

La mancanza della regolamentazione, una degurelation che non esito a definire criminale. La maggior parte di chi fa chirurgia estetica non è qualificato e interviene in condizioni di rischio per la sicurezza del paziente

Quali sono le condizioni indispensabili per operare in assoluta tranquillità e sicurezza?

Dopo aver scelto un operatore titolato, come ho detto sopra, l’intervento dive essere eseguito in ambito clinico, day surgery h24, con tutte i requisiti di sicurezza e sterilità. Anche per un intervento in anestesia locale deve essere sempre presente l’anestesista, perché può provocare problemi come e più della generale. Medici non specializzati operano spesso in ambulatori che non possono offrire tutte le garanzie.

Come si è creata questa situazione?

La mancanza di una regolamentazione precisa, la richiesta sempre più alta del mercato, ha fatto sì che moltissimi medici non specializzati, si dedicassero alla chirurgia estetica, ingenerando una situazione di concorrenza che lavora sul prezzo a scapito del risultato e della sicurezza

Non solo sicurezza, ma il risultato estetico: come ci si arriva?

Cominciamo con il dire che la buona chirurgia estetica, non si vede. Non è facile ottenere buoni risultati, la componente artistica è oggettiva e un buon chirurgo estetico deve avere gusto artistico. Ed essere in grado di mettere in pratica la parte tecnica per arrivare al risultato.

Su molti dei volti che si vedono, ad esempio, in televisione, si leggono chiaramente gli interventi estetici, soprattutto quando sono eccessivi e al limite del caricaturale. Ma queste persone sono soddisfatte secondo lei del loro aspetto?

Dobbiamo sempre tener conto del fatto che noi non ci vediamo in maniera oggettiva, ma vediamo un’immagine elaborata dal nostro cervello. In fondo, come scrisse Pirandello, siamo le uniche persone che non si possono guardare in faccia! 

Parliamo dei pazienti, come si svolge la prima visita?

È estremamente importante. Il paziente deve esporre il suo problema e il suo disagio. Soprattutto non deve aver timore di fare domande per essere sicuro che il medico abbia capito il suo problema e gli esponga con chiarezza come intende affrontarlo. È come una partita di ping pong: domande e risposte finché il paziente sia pienamente tranquillo e convinto.

La prima visita è a pagamento?

Certo, il paziente deve sentirsi libero di tornare, se è convinto e soddisfatto. Inoltre, lo impone anche il codice deontologico della categoria. Non far pagare la prima visita è una trappola per impegnare il paziente e questo significa essere commercianti, non medici.

Chiedere al dottor Santanché qualche nome delle sue clienti è perfettamente inutile e non ci proverò mai. Ma, in occasione di una visita al suo studio, ho avuto occasione di vedere migliaia di foto di suoi interventi, prima e dopo, e devo dire che alle parole corrispondono i fatti. Il dottor Santanchè, oltre ai titoli, ha sicuramente il senso artistico, lo si intuisce anche sentendolo parlare o osservando l’ambiente in cui vive, dove si respira arte e cultura.

Condividiamo in pieno la sua battaglia per la sicurezza e relativa regolamentazione degli interventi di chirurgia estetica prima che i disastri per la salute, e l’estetica, dei pazienti siano irreparabili.

 

 

 

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Maruska
Ha una certa età, ha lavorato per quarant’anni nel mondo del beauty, sia dalla parte dell’editoria che da “dietro le quinte”. Ha conosciuto tutti, o quasi, i produttori di cosmetici, i creatori di profumi, le fabbriche dei contenitori e degli imballaggi e tutti, o quasi, i profumieri italiani. Ama moltissimo il make-up, cura la pelle ma senza ossessione
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